5 marzo – 19 luglio 2026
Palazzo Pallavicini, Bologna



Mentre i suoi contemporanei cercavano di catturare la grandezza e la modernità di New York, Leiter ha intrapreso una strada radicalmente diversa. Ha trasformato i momenti quotidiani in composizioni liriche e intimiste, trovando poesia nel vapore che sale dai tombini, negli ombrelli sotto la pioggia e nei riflessi delle vetrine, un realismo fiabesco composto da persone, oggetti, strade, pioggia, neve, elementi più sbirciati che osservati. La sua visione distintiva ha rifiutato lo stile documentaristico popolare della sua epoca, creando invece quello che potremmo chiamare “haiku fotografici” – scorci intimi della vita che fondono realtà e astrazione.
“Leiter si divertiva con ciò che vedeva. Non era interessato al carattere egemonico di New York o alla sua mostruosa modernità“, spiega la curatrice Anne Morin. “Inventava giochi ottici, intrecci di forme e piani che nascondono e rivelano ciò che giace negli intervalli, nelle vicinanze, nei margini invisibili.”
La mostra evidenzia in modo unico la doppia identità di Leiter come pittore e fotografo, dimostrando come la sua sensibilità pittorica abbia influenzato il suo lavoro fotografico. La sua formazione nella pittura lo ha portato ad approcciarsi alla fotografia a colori con una sofisticazione senza precedenti, trattando ogni fotogramma come una tela.
“Non ho una filosofia. Ho una macchina fotografica“, diceva Leiter “Guardo attraverso la macchina fotografica e scatto foto. Le mie fotografie sono la minima parte di ciò che vedo che potrebbe essere fotografato. Sono frammenti di possibilità infinite”. Questo approccio senza pretese gli ha permesso di catturare momenti di grazia neIl suo lavoro suggerisce che la bellezza non esiste nei grandi momenti, ma negli intervalli silenziosi della vita di tutti i giorni.
Antidivo e refrattario alla fama, Leiter – che pubblica con costanza volumi fotografici e prende parte a importanti monografiche negli Stati Uniti e in Europa – nel corso della sua carriera darà alla stampa solo una parte dei suoi lavori, lasciandone la maggior parte in negativo, come a celare l’aspetto più intimo e puramente artistico della sua produzione. Tanto che nel 2018, cinque anni dopo la sua morte, emerse un corpo di opere dell’artista poco conosciuto: nudi in bianco e nero, scattati principalmente tra la fine degli anni ‘40 e i primi anni ‘60, frutto delle collaborazioni tra Leiter e le donne della sua vita.
C’è un ordine nascosto nel lavoro di Saul Leiter che è difficile da spiegare, e questo è probabilmente ciò che lo rende un vero poeta.
Figlio di un famoso rabbino, Leiter rifiutò il percorso teologico che il padre avrebbe voluto per lui, trasferendosi a New York nel 1946 per dedicarsi alla pittura. Introdotto nel mondo dell’arte da colleghi come Richard Pousette-Dart e W. Eugene Smith, Leiter dal 1948 iniziò a sperimentare con la fotografia, in bianco e nero e a colori, utilizzando principalmente pellicole Kodachrome da 35 mm e ritraendo il suo circolo di pochi amici e scene di strada attorno a casa sua.
Dopo un periodo di successo nella fotografia di moda per riviste come Harper’s Bazaar ed Elle, Leiter è rimasto nell’ombra per due decenni. La pubblicazione nel 2006 della monografia “Early Color” ha segnato una riscoperta internazionale del suo lavoro, confermando il suo ruolo pionieristico nella storia della fotografia a colori.
Le sue opere sono oggi presenti nelle collezioni dei più prestigiosi musei internazionali, dal Whitney Museum of American Art al Victoria and Albert Museum, testimoniando l’importanza duratura del suo contributo artistico.
Saul Leiter muore il 26 novembre 2013 nella sua casa nell’East Village di New York, lasciando un immenso archivio del suo lavoro artistico. Nel necrologio del New York Times, Margalit Fox scrisse: “Delle decine di migliaia di immagini che ha scattato—molte ora considerate tra i migliori esempi di fotografia di strada al mondo—la maggior parte rimane non stampata.”
Acquistabili sia in cassa che online
Under 18, over 65, accompagnatori di persone con disabilità
visitatori disabili (la invalidità superiore al 75%) e 1 accompagnatore solo in caso di non autosufficienza, bambini fino ai 6 anni, accompagnatore scolaresche (2 per gruppo), accompagnatore gruppi adulti (1 per gruppo), guide turistiche abilitate, soci ICOM, giornalisti con accredito (da richiedere all’ufficio stampa via mail all’indirizzo simone@studioesseci.net almeno 24 ore prima della visita, attendendo conferma scritta dall’ufficio stampa)
Bambini dal 7 ai 12 anni
Solo il giovedì mostrando il tesserino valido
Card Cultura, Bologna Welcome Card, tesserati FIAF, tesserati AICS
Per un minimo di 15 persone e un massimo di 25, è necessaria la prenotazione a info@mostrasaulleiter.it
È necessaria la prenotazione a info@mostrasaulleiter.it (almeno due giorni prima della visita)
Biglietto senza data e orario. Con questo biglietto non è necessaria la prenotazione.
Biglietto riservato ai visitatori che desiderano tornare a vedere la mostra. Per usufruirne è necessario presentare il biglietto della precedente visita in cassa.
Biglietto ridotto mostra €14,00 + cachet guida €10,00. Prenotazione a elenatrabucchi@gmail.com
11 luglio ore 17.30
17 luglio ore 18.00
19 luglio ore 10.30 + 17.30
Palazzo Pallavicini
Via San Felice 24, Bologna
Dal 5 marzo al 19 luglio 2026
Dal martedì alla domenica dalle 10:00 alle 20:00 (ultimo ingresso un’ora prima)
Lunedì chiuso
Aperture speciali:
5 aprile 2026 – Domenica Pasqua
6 aprile 2026 – Lunedì dell’Angelo o Pasquetta
25 aprile 2026 – Sabato Anniversario della Liberazione
1° maggio 2026 – Venerdì Festa dei Lavoratori
10 maggio 2026 – Domenica Festa della Mamma
1 e 2 giugno 2026 – Lunedì e Martedì Festa della Repubblica
Vertigo Syndrome
T + 39 351 6560343
www.vertigosyndrome.it
info@mostrasaulleiter.it
Ufficio Stampa
STUDIO ESSECI – Sergio Campagnolo
Tel. 049 663499 – www.studioesseci.net
simone@studioesseci.net – referente Simone Raddi
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